Cinque romanzi, cinque canzoni

Quando leggo un libro, di solito, faccio questa cosa: mi calo nella storia, mi immagino i personaggi, divoro le frasi analizzandole più e più volte e per ultimo, ma non in ordine di importanza, cerco una colonna sonora adatta.
È una cosa quasi imprescindibile dalla lettura, per me: che sia una canzone sola o un’intera playlist, amo cercare qualcosa che faccia da sfondo alla storia, che si abbini all’atmosfera o che mi ricordi i personaggi.
Ecco lo scopo di questo post: ho voluto giocare con questa idea e associare cinque canzoni a cinque libri. Spero di farvi conoscere musica nuova, o in alternativa libri nuovi.
Ecco le mie cinque scelte.

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Blue Lily, Lily Blue – Glass/Film (S. Carey)

17378508Nonostante io sia legato alla saga del Raven Cycle per ovvie ragioni, Blue Lily, Lily Blue rimane ad oggi una delle esperienze di lettura più frustranti di sempre.
Una cosa di questo romanzo che non posso fare a meno di amare è però l’atmosfera: Maggie Stiefvater ha già dimostrato di essere in grado di dipingere paesaggi caldi, vibranti e tangibili, complice la sua capacità di tessere egregiamente i rapporti tra i personaggi che li abitano. Blue Lily, Lily Blue non fa eccezione: si tratta di un romanzo carico di atmosfera, condita con un tocco autunnale che adoro, adoro, adoro.
La canzone che ho scelto, Glass/Film di S. Carey, fa parte della playlist che ho creato per questo romanzo e incapsula tutte quelle piccole sensazioni che traspaiono dalla scrittura dell’autrice. Non potrei trovare canzone migliore.

Counting the hours, come where I lay
Slipped through a little hole in the film
Silent hills, patchwork fields, fall bitter lines
Oh my darling dear

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Release – Let Down (Radiohead)

c59c9-1msohynnbxa1bksrsowqfaqNon potevo non menzionare, in questo articolo, il mio libro preferito di uno dei miei autori preferiti in assoluto, ossia Release di Patrick Ness.
Si tratta di un romanzo di cui ho già parlato ampiamente (trovate qui una mia recensione) dunque non mi perderò in chiacchiere. La canzone che ho associato a Release è Let Down dei Radiohead, che ho scoperto quasi per caso grazie a una mia cara amica in un periodo della mia vita segnato dalla musica pop nella sua accezione più becera (e divertente).
La cosa strana è che questa canzone non riflette assolutamente il romanzo, nel testo; i temi sono distanti e non potrei trovare un collegamento nemmeno sforzandomi. Ciò che secondo me avvicina tanto il libro al brano è quella sensazione di elevazione, di ascesa, evocata dalla melodia che pare dimenticarsi del testo e prendere vita propria.

Shell smashed, juices flowing
Wings twitch, legs are going
Don’t get sentimental
It always ends up drivel

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La Teoria del Tuffo – Comforting Sounds (Mew)

Screenshot 2017-09-21 at 12.44.23La Teoria del tuffo è il primo libro autopubblicato di Davide Deleonardis, diciannovenne che un giorno si è intrufolato nella mia casella mail e mi ha chiesto “ehi, ti va di leggere il mio romanzo?
Incuriosito dalla trama e dalla lunghezza dell’opera (credo sia più classificabile come novella che come romanzo) ho preso in mano il libro in un pomeriggio ozioso. E ne sono rimasto piacevolmente colpito.
Come è normale per le prime opere, La teoria del tuffo presenta qualche sbavatura; molte parti andrebbero limate e tutto sommato la struttura, seppur solida, non riesce a brillare fino alla fine.
Eppure, evidente dalle primissime pagine, in questa storia c’è un grande cuore: l’autore parla di innamoramenti, di legami famigliari, di riscoperte, e lo fa con un’onestà totale e un punto di vista vicinissimo a quello dei personaggi coinvolti, cosa che rende la lettura ancora più vivida e sentita.
La canzone che ho scelto per La teoria del tuffo è Comforting Sounds dei Mew, un brano che ho scoperto di recente e che non posso fare a meno di adorare. Nelle sue sonorità, percepisco quell’incertezza e quella voglia di riscatto che caratterizzano il libro.

Why don’t we share our solitude?
Nothing is pure anymore but solitude
It’s hard to make sense
Feels as if I’m sensing you  through a lens

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Tartarughe all’infinito – Secret for the mad (Dodie)

Ecco: ho apprezzato davvero tanto l’ultimo romanzo di John Green, Tartarughe all’infinito. Non sarà perfetto (anzi), ma al suo interno ho trovato un’onestà che prima, nelle precedenti storie dell’autore, non avevo mai riscontrato.
La canzone che ho scelto è Secret for the mad di Dodie, una giovane cantautrice britannica che si sta facendo strada nel mondo della musica (e su YouTube) con un ukulele tra le mani. Trovo che questa canzone si abbini bene al libro, per la voce femminile decisa ma confusa, e per alcune parti del testo che mi hanno ricatapultato al momento della lettura.
Il romanzo parla di una ragazza alle prese con un disturbo mentale e in un certo senso anche il tema della canzone è lo stesso (seppur le circostanze siano differenti). Io, un romanzo di Green con una colonna sonora curata da Dodie ce lo vedrei benissimo.

You’re at the bottom, this is it
Just get through, you will be fixed
And you think that I don’t get it
But I burned my way through and I don’t regret it

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Muoio dalla voglia di conoscerti – World Spins Madly On (The Weepies)

Screenshot 2017-11-29 at 19.48.08Recentemente ho avuto l’occasione di rileggere Muoio dalla voglia di conoscerti, uno dei libri per me più formativi e importanti: in un periodo in cui non trovavo le parole giuste per parlare di me, ci ha pensato Aidan Chambers. Mi sono rivisto nel giovane protagonista, e ho seguito con ammirazione le vicende e le riflessioni del secondo protagonista ben più anziano.
È un libro che mi ha parlato, durante questa rilettura, nello stesso modo in cui mi aveva parlato per la prima volta; la delicatezza con cui tratta argomenti densi e importanti come la depressione e il suicidio non smetterà mai di colpirmi.
Volevo una canzone che trasudasse di quel senso di ricerca presente nel romanzo: ricerca di qualcuno, di un posto nel mondo, di comprensione. Per quanto The World Spins Madly On (una delle mie canzoni preferite dei The Weepies) possa avere tantissime altre interpretazioni, questa è la chiave di lettura che scelgo: una persona che si perde lentamente nella propria mente e nel trambusto del mondo, con la speranza di ritrovarsi.

Woke up and wished that I was dead
With an aching in my head
I lay motionless in bed
I thought of you and where you’d gone
And let the world spin madly on

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