E alla fine arriva Alice Oseman

Da piccolo mi piacevano i Jonas Brothers, e questo è un eufemismo perché non ero affatto piccolo e non mi piacevano soltanto: io li adoravo.
Forse non sono mai arrivato a possedere decine di poster o ad appendere al muro un cartonato 1:1 di Nick Jonas, ma ricordo bene come ci si sentiva a far parte del fandom. Si scrivevano fanfiction (alzo la mano, colpevole), si commentava qualsiasi cosa facessero i tre fratelli e ci si appostava fuori dai loro hotel con la speranza di incontrarli e dire loro: “mi avete cambiato la vita”. Ok, personalmente non mi sono mai appostato fuori da un hotel in cui alloggiassero, ma una cosa è certa: quelle ragazze che rischiavano tutto solamente per vederli sorridere, ecco, io un po’ le capivo.

I tempi sono cambiati e come ogni adolescente che si rispetti anche io sono cresciuto. Conservo il ricordo della mia band preferita dei tempi (e dell’illusione che forse, forse anche io potevo essere come loro), ma non mi sono mai più riaffacciato ad altri fandom di altri gruppi musicali e soprattutto sono in grado di vedere con chiarezza tutti quei piccoli atti di ordinaria follia.
Sono stato piacevolmente sorpreso di ritrovare tutte quelle sensazioni descritte con intelligenza ed efficacia in un libro originale, potente, capace di intrattenermi tanto quanto scuotermi. I Was Born For This, l’ultimo romanzo di Alice Oseman, è entrato dritto tra le mie letture preferite dell’anno e, se possibile, tra gli Young Adult che più amo.

Angel Rahimi ama alla follia la sua band preferita, i The Ark, e farebbe di tutto per loro. La seguiamo  all’inizio del libro mentre incontra Juliet, la migliore amica che ha conosciuto grazie a internet e che non ha mai incontrato prima d’ora. Le due hanno organizzato un piano perfetto per passare del tempo assieme, incontrare la band a un meet & greet e infine andare al concerto, l’ultimo del tour europeo
E poi c’è
Jimmy Kaga-Ricci: bello, talentuoso e afflitto da terribili attacchi di panico: il frontman dei The Ark si prepara al concerto, ma anche a firmare un nuovo contratto che lo porterà a suonare di più e soprattutto a lavorare di più, sacrificando una grossa parte della sua vita.
Insomma, due perfetti protagonisti da fanfiction, no? Continua a leggere “E alla fine arriva Alice Oseman”

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Scrivimi ancora, Simon

C’era un periodo, non tanto tempo fa, in cui credevo che un libro dovesse essere complesso per essere bello. Non necessariamente difficile da leggere, ma ricco di dettagli e livelli di interpretazione, da leggere tutto d’un fiato e poi rileggere a bocconi per assicurarsi di non aver perso pezzi per strada.
Oggi, qui lo dichiaro ufficialmente, ho capito che certi libri hanno solo bisogno di essere giusti, ed è proprio questo il modo in cui definirei Non so chi sei, ma io sono qui di Becky Albertalli: un libro giusto, che non mira a essere più di ciò che è e che allo stesso tempo si rivela un’esperienza più grande di quanto ci si aspetti.

La storia si apre con Simon Spier, un liceale americano con un segreto: è omosessuale. Non lo sanno i suoi genitori, due adulti irriverenti e moderni che sicuramente non si farebbero sconvolgere dalla notizia, né il suo trio di migliori amici, Abby, Leah e Nick.
L’unica persona a conoscenza di questo fatto è Blue, un ragazzo con cui Simon ha cominciato una corrispondenza anonima online: anche lui frequenta la sua stessa scuola superiore e anche lui è gay.
Tra un’email e l’altra, i due ragazzi iniziano a contare l’uno sull’altro fino a quando l’amicizia diventa qualcosa di più: nasce in Simon il desiderio di vedere Blue, di conoscerlo, e perché no, di baciarlo, anche se non sa ancora che faccia abbia.
E come se la questione non fosse già abbastanza complicata, si intromette Martin, un compagno di scuola che inizia a ricattarlo dopo aver letto gli scambi di mail tra i due. Continua a leggere “Scrivimi ancora, Simon”

I nostri preferiti del 2017 (AKA i Pikachu Ciccioni)

Videocamera pronta. Setting in ordine. Ciak, azione. Video girato. Io e il mio ragazzo volevamo parlare dei nostri preferiti del 2017 su YouTube, ma alcune difficoltà tecniche (leggasi: mi stanno esplodendo i computer) mi hanno reso impossibile il montaggio. Ma non ci siamo arresi: questo è l’articolo di tutti i libri, giochi, film, serie e album che abbiamo apprezzato quest’anno.
In realtà questi preferiti hanno un nome: i Pikachu Ciccioni. Immaginateli come degli award, dei premi altissimi conferiti solamente alle opere migliori, alla crème de la crème. Abbiamo quindi corredato ogni categoria con un Pikachu realizzato da noi; il disegno è mio, i colori sono di Andrea.
Enjoy :D

LIBRI

Andrea

Quest’anno non ho letto molto principalmente perché sono stato sommerso di letture per gli esami prima e per la tesi poi – molte di queste bellissime. Avendo poco tempo a disposizione (in realtà non è vero perché in compenso ho visto moltissime serie), ho abbandonato molte letture che non mi convincevano, portando a termine solo libri meritevoli di vincere un Pikachu Ciccione per un motivo o per l’altro.

Il primo Pikachu Ciccione va a Il viaggio di Caden di Neal Shusterman, perché è una storia che mi ha fatto bene, in un modo che mi è difficile spiegare. Sono felice di averla letta.

Carry on di Rainbow Rowell vince un Pikachu Ciccione speciale, e qui potrei dilungarmi a parlarne ma mi limito a una frase che possa riassumerne la trama: È COME HARRY POTTER MA SONO GAY. È stata una lettura che mi è servita tantissimo per staccare da quelle dovute allo studio, ma al di là di questo mi ha incredibilmente divertito, e non sarà un capolavoro di libro ma è certamente un libro prezioso per me. Continua a leggere “I nostri preferiti del 2017 (AKA i Pikachu Ciccioni)”

I 10 libri migliori del 2017

Come ormai d’abitudine, verso la fine di dicembre mi piace tirare le somme dell’anno passato. In particolare, dato che la lettura è per me importantissima, sono solito fare un bilancio dei libri che mi hanno accompagnato: cerco pattern e statistiche (ad esempio, quanti autori stranieri ho letto? Quanti YA? Quante graphic novel? etc.) e infine compilo una lista di dieci titoli, sempre e solo dieci: sono i dieci libri migliori dell’anno, le letture che hanno caratterizzato questi mesi.
Ovviamente il titolo trae in inganno: non si tratta per forza dei libri migliori in assoluto ma di quelli che più mi sono rimasti impressi durante questo 2017. Spero che questa lista possa essere d’ispirazione per coloro che cercano nuove letture da cominciare nell’anno nuovo :)

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Screenshot 2017-12-24 at 15.02.0410) Il viaggio di Caden (Neal Shusterman)

Il viaggio di Caden, l’ultimo libro di Neal Shusterman ad essere pubblicato in Italia, è la storia di un giovane nella sua prima battaglia contro la schizofrenia, un racconto forte e inusuale ispirato alla situazione famigliare dell’autore stesso. Ma è anche la storia di un ragazzo su una nave, circondato da una ciurma di strani personaggi e capitanato da una figura sospetta.
Brilla nel panorama Young Adult in cui è collocato, molto più di altri titoli con la pretesa di parlare di malattie mentali, e si tratta certamente di un bellissimo libro, ma ci tengo a specificare che non è il mio libro: il mio ragazzo l’ha apprezzato molto più di me, assimilandolo in maniera personalissima. Io l’ho letto sotto suo consiglio e ho trovato una bellissima storia narrata con un’ottima tecnica; forse, lo ammetto, più che apprezzare il libro in sé mi è piaciuto vedere come Andrea lo leggesse e lo amasse.
È bello quando troviamo un libro che possiamo definire nostro, ma vedere quest’esperienza riflessa negli occhi di un altro, specie negli occhi della persona che amiamo, forse è ancora più sorprendente.

Ho rinunciato da tempo a decifrare tutto quello che dice il capitano, ma le sue parole hanno ancora un certo peso su di me. Ho sempre l’impressione di perdermi qualcosa. Qualcosa di importante, all’apparenza ovvio, ma che potrò capire solo quando sarà troppo tardi.
“Laggiù è un viaggio senza fine”, dice il capitano. “Non credere a chi ti dice il contrario.”

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Anche gli alberi bruciano di Lorenza Ghinelli (Recensione)

Lo devo ammettere: mi sono avvicinato all’ultima opera di Lorenza Ghinelli con un certo di distacco iniziale. Della stessa autrice (che ho avuto il piacere di conoscere e incontrare più volte) avevo già apprezzato Il Divoratore, letto tra le spiagge riminesi tanti, tanti anni fa, mentre avevo interrotto la lettura del suo primo romanzo per ragazzi, Almeno il cane è un tipo a posto, che avevo trovato un po’ troppo rassicurante per i miei gusti.
Quando ho preso in mano Anche gli alberi bruciano non sapevo bene cosa aspettarmi; ho iniziato la lettura privo di particolari pregiudizi, ma senza troppa convinzione, sperando di trovare una storia buona, convincente, ma pronto a passarci sopra senza troppi problemi nel caso non mi fosse piaciuta.

Con mio enorme sollievo, il romanzo ha saputo convincermi e intrattenermi, tant’è che l’ho letto in un’unica mattinata (e questo non mi capita mai). Perché nonostante le possibili imperfezioni, c’è una qualità magnetica che mi ha spinto ad appassionarmi alla storia di Michele, un adolescente come tanti che un giorno sorprende il padre intento a fare sesso con una studentessa venticinquenne.
Questo è l’evento scatenante che mette in moto i personaggi: li avvicina, li allontana, li avvicina di nuovo, per giungere ad un climax in cui le dinamiche interpersonali trovano una stabilità.
Ma è anche la storia del rapporto tra Michele e il Nonno Dino, malato di Alzheimer e destinato a finire in una casa di riposo, e del rapporto tra il protagonista e Vera, l’unica persona che per qualche motivo sembra capirlo. Continua a leggere “Anche gli alberi bruciano di Lorenza Ghinelli (Recensione)”