Cos’è il #BookclubDellaPolvere?

Il 19 ottobre uscirà nelle librerie italiane La Belle Sauvage, primo volume della trilogia de Il Libro della Polvere di Philip Pullman. Caso vuole che la nuova trilogia completi Queste Oscure Materie, saga che dieci anni fa (dieci!) amai alla follia, dunque mi sono mobilitato per organizzare qualcosa: sono stato in libreria, ho ricomprato la trilogia di Queste Oscure Materie e ho deciso che avrei riletto i tre libri prima dell’uscita del volume inedito.

Ma. C’è un ma. E il ma non comprende solo me, ma anche altri booktuber e lettori; ho voluto coinvolgere altre persone in un progetto nato quasi per scherzo, quando ho chiesto a Giorgia “e se organizzassimo un gruppo di lettura su YouTube?”, e ora eccomi qui; parte ufficialmente il #BookclubDellaPolvere.

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Intervista ad Aidan Chambers

foto: remweb.it

All’ultima edizione di Mare di Libri ho avuto l’opportunità di incontrare e intervistare Aidan Chambers, ossia il mio scrittore preferito di sempre; in questo post trovate la nostra chiacchierata nella sua interezza, mentre su Medium trovate una versione breve dell’intervista.
Abbiamo parlato di lettura e di scrittura e non potrei sentirmi più fortunato di così: è stata un’esperienza meravigliosa che voglio davvero condividere con tutti voi.
Buona lettura!


Hai già risposto tante volte a questa prima domanda (che credo sia la più importante di tutte) e vorrei condividessi quelle riflessioni con chi mi segue. La domanda è: perché leggere?

Perché noi da soli non siamo mai abbastanza. Non sappiamo abbastanza, non abbiamo abbastanza esperienza. E se parliamo in particolare di letteratura, è proprio grazie a essa che estendiamo (indirettamente, ovviamente) la nostra esperienza, tramite i personaggi e la scrittura. E questo ci dona visioni del mondo che normalmente non avremmo, perché la cosa grandiosa della letteratura è che si occupa della vita interiore delle persone tanto quanto della vita esteriore. I romanzi totalmente esteriori, come i romanzi d’azione, sono… beh, sono a posto, ma il vero romanzo ha a che fare con la vita interiore, dunque quando trovi un libro che si preoccupa della mente di un personaggio che normalmente non capiresti, la finzione ha il compito di rivelarti quella specifica realtà e di conseguenza tu diventi più grande.
L’accademico inglese C.S. Lewis disse che leggendo diventiamo mille persone diverse pur rimanendo noi stessi, e la trovo una bella frase perché è esattamente così.
Penso anche che, in particolare nell’adolescenza, possiamo avere molte difficoltà nel pensare a noi stessi (chi siamo? a cosa facciamo attenzione?). E quando troviamo la nostra esperienza riflessa in un romanzo, quello è il momento in cui diventiamo dei veri lettori.
Io stesso non ero un vero lettore prima di aver letto Figli ed amanti di D.H. Lawrence, un bellissimo libro inglese del ventesimo secolo; quel libro ha rivelato me stesso a me stesso. E da quel libro è nata la mia voglia di scrivere, perché il background del protagonista era simile al mio (anche se era ambientato nel 1913 e non nel 1943).
Dunque tramite la letteratura trovi te stesso, trovi altre persone, puoi raffinare i tuoi modi di pensare e soprattutto diventi più di quanto non saresti altrimenti.
Qui nasce spontanea la domanda: che ne è di quelle persone che non leggono? Sono peggiori? In un certo senso, no, non lo sono. Sono semplicemente esseri umani. Ma confrontando un lettore navigato con un lettore che ha iniziato a leggere tardi (nell’adolescenza o più avanti ancora), le prove indicano una differenza sostanziale.
Per questo ne faccio una questione di principio, e per questo sono così coinvolto nel campo dell’educazione: perché la maggior parte delle persone che non ricevono un’educazione alla lettura a casa raramente la riceve a scuola. Continua a leggere “Intervista ad Aidan Chambers”

Passato, Presente, Futuro

Qualche settimana fa ho letto un bellissimo articolo su Flow Magazine in cui Elisha Goldstein parlava della sua vita dividendola in tre semplici pagine corredate da foto; prevedibilmente, le pagine erano intitolate Passato, Presente e Futuro.

Ho voluto cogliere la palla al balzo e replicare l’idea, perché l’ho subito sentita vicina a me e al mio modo di scrivere. L’ho pensata un po’ come un tag, quindi sarebbe bello, in futuro, vedere altri post simili su blog altrui; mi auguro che qualcuno ci faccia un pensierino.
Ecco la mia vita in poche righe (e qualche foto nostalgica, che male non fa).

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PASSATO

passatopresentefuturo

Quando sono arrivato in Italia avevo meno di un anno e avevo le sembianze di un fagottino. Mi hanno subito dato il benvenuto riempendomi di regali e viziandomi con il cibo, e per questo nei primi anni della mia vita sono stato un bimbo cicciottello e felice.
Crescendo sono diventato curioso, indagatore, amante della scienza e della storia ma anche dei misteri. Leggevo tantissimi libri (di quelli illustrati) per capire chi fossi e come fosse fatto il mio mondo, e il pomeriggio mi rifugiavo nei mondi alternativi che più mi divertivano, ossia quelli dei cartoni animati. Sono cresciuto a pane e Pokémon, passione che mi porto dietro da più di quindici anni.
Ho avuto un’adolescenza complicata e ho sofferto di depressione, passando periodi bruttissimi e momenti che ho inconsciamente rimosso dalla memoria. Continua a leggere “Passato, Presente, Futuro”

Aiuto, ho la podcast mania!

Un anno fa circa mi è capitato di lavorare in un paese lontano da casa e per raggiungerlo ero costretto a guidare ogni giorno per più di un’ora (più un’altra ora al ritorno).
Per colmare i tempi vuoti inizialmente ho deciso di ascoltare un po’ di musica durante il tragitto, ma si sa che alcuni album possono dar noia molto presto. È stata poi la volta degli audiolibri, di cui sono riuscito ad ascoltarne uno solo per intero (The Art of Asking di Amanda Palmer, che vi consiglio) prima di spazientirmi un po’. Infine ho trovato il Santo Graal: i podcast.
Ebbene, un anno fa ho cominciato e da allora non ho più smesso.

Per chi non lo sapesse, i podcast sono delle registrazioni audio scaricabili: funzionano un po’ come delle trasmissioni radio, con il vantaggio di poter scegliere cosa, comequando ascoltare.
Ne esistono di tutti tipi, da quelli divulgativi a quelli prettamente narrativi; oggi vorrei consigliarvi i miei preferiti. Iniziamo.

PortraitOfAFreelancerPortrait of a Freelancer

Una personalità del web che apprezzo molto è Ariel Bissett, giovane Youtuber e artista canadese che solo recentemente ha deciso di avventurarsi nel mondo del freelancing.

Portrait of a Freelancer è una cronaca della sua esperienza lavorativa, ma anche un ricettario di consigli, spunti di riflessioni o idee in relazione a ciò che può essere definito lavoro creativo; tutti quelli che si trovano a dover lavorare con l’arte possono sicuramente trarre qualcosa dall’ascolto di questo podcast. Continua a leggere “Aiuto, ho la podcast mania!”

#GrimmNovel, una pagina al giorno

finn chambersRecentemente ho iniziato a scrivere un romanzo per ragazzi (che per ora chiameremo GrimmNovel), e lo sto scrivendo al ritmo di una singola pagina al giorno. Questo mi porta a sentirmi inutile, perché “i veri scrittori non scrivono solo una pagina al giorno”, ma allo stesso tempo è un ritmo che sono sicuro di poter mantenere. È vero, una pagina al giorno non è molto, ma è fattibile. E tra un anno il libro potrebbe essere finito*!

Il ragazzino che vedete nell’immagine è Finn Chambers**, uno dei tre (o quattro? è complicato) personaggi principali. E lo adoro.
È calmo e riservato, perché per me è importante sovvertire il trope del maschio = estroverso e incline all’azione VS femmina = donzella in difficoltà. Infatti Angelica (la sua controparte femminile) è estroversa, energica e… beh, diciamo che non si fa problemi a rispondere a tono alle persone. Cosa che Finn non si sognerebbe mai di fare; lui cercherebbe un modo per non far arrabbiare nessuno e uscire indenne da qualsiasi situazione minacciosa.

So che potrebbe sembrare un cliché (e sto lavorando affinché questo non avvenga), ma per me è davvero importante rappresentare un tipo di mascolinità diverso. Certo, le ragazze badass sono ovunque nella fiction di oggi (non fatemi parlare della questione strong female characters), ma non vedo quest’inversione come una cosa inerentemente negativa. Più di tutto, ci tengo a rendere entrambi i protagonisti realistici. And gender is a social construct anyway…

Per me è anche importante creare un protagonista esplicitamente non caucasico, perché credo fortemente nell’inclusività all’interno dei libri per ragazzi. Alcuni potrebbero vedere questa cosa come un segno di self-insert da parte mia, ma non è questo il caso. Certo, Finn e io abbiamo diverse cose in comune; siamo entrambi… beh, non bianchi, e anche io ero timido da ragazzino. Inoltre nel sequel viene rivelata la sua omosessualità (spoiler?). Ma lui rimane molto più intelligente di me a tredici anni, e inoltre è appassionato di scienza e robotica e matematica e studio in generale. Ed io… beh, non lo sono.

In ogni caso, scrivere GrimmNovel si sta rivelando difficile ma anche molto soddisfacente. So che non sto scrivendo contenuti di alta qualità al momento, e so di avere ancora molta strada da fare, ma se non altro sono costante e spero di migliorare man mano.
Vediamo come si evolverà la cosa :)

* la prima stesura, almeno.
** sì, Chambers come omaggio al mio scrittore preferito.