L’arte di rialzarsi (e di rivedersi)

A quindici anni circa ho tentato di uccidermi, sono stato ricoverato e in seguito mi sono ritirato dal liceo. Non è una storia che racconto facilmente, anzi: certi avvenimenti sono difficili da riferire, anche quando continuiamo a rivisitarli più e più volte da soli, nella nostra testa.
Non pensavo avrei mai parlato pubblicamente di questa parte della mia vita, ma non posso non tirarla in ballo se voglio discutere davvero de L’arte di rialzarsi, il romanzo d’esordio del giovanissimo Salvatore Falzone.
L’Arte di rialzarsi mi aveva colpito già dalla sinossi. Parla proprio di un ragazzo che, in seguito a un tentato suicidio, viene ricoverato e decide di ritirarsi dal liceo; ma questa non è che una premessa, perché in realtà il libro ha più a che fare col percorso di risalita del protagonista e della sua redenzione nella battaglia contro i disturbi mentali da cui è affetto.

Ecco il punto: recensirlo non è facile. Anzi, questo è probabilmente l’articolo più difficile di tutti, per me. Le complicazioni stanno nel navigare quello spazio sottile che intercorre tra romanzo e autobiografia (il libro è ampiamente tratto dal vissuto dell’autore) e soprattutto nel mantenere una giusta distanza pur avendo un legame così forte con gli eventi narrati.
Raramente mi sono sentito così tanto coinvolto e rappresentato in letteratura (gli esempi più chiari che mi vengono in mente sono More Than This e La campana di vetro, due opere che amo), e per quanto l’atto di rivedersi tra le pagine di un libro abbia un potere immenso, ammetto che non sempre è una faccenda semplice: la narrativa vera, per parafrasare Aidan Chambers, non è puro escapismo ma ti mette di fronte ai tuoi disagi interiori e dà loro una forma quasi tangibile affinché tu possa analizzarli e, potenzialmente, farci pace in qualche modo. Ed è giusto che il processo sia doloroso.
In questo credo che il libro di Salvatore sia perfetto, ma sono cosciente del fatto che il mio vissuto con il suicidio e i disturbi mentali non riflette quello di tutti i possibili lettori., e soprattutto ha avuto un grande effetto sul modo in cui io ho vissuto quest’esperienza di lettura.
Parlerò quindi de L’arte di rialzarsi da un punto di vista più personale del solito, consapevole dell’impossibilità di trattare il libro nel modo più oggettivo possibile come aspiro a fare normalmente. Quindi, è giusto che si sappia da dove viene questa recensione; voglio semplicemente che si capisca il motivo per cui per me parlarne è difficile. Continua a leggere “L’arte di rialzarsi (e di rivedersi)”

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E alla fine arriva Alice Oseman

Da piccolo mi piacevano i Jonas Brothers, e questo è un eufemismo perché non ero affatto piccolo e non mi piacevano soltanto: io li adoravo.
Forse non sono mai arrivato a possedere decine di poster o ad appendere al muro un cartonato 1:1 di Nick Jonas, ma ricordo bene come ci si sentiva a far parte del fandom. Si scrivevano fanfiction (alzo la mano, colpevole), si commentava qualsiasi cosa facessero i tre fratelli e ci si appostava fuori dai loro hotel con la speranza di incontrarli e dire loro: “mi avete cambiato la vita”. Ok, personalmente non mi sono mai appostato fuori da un hotel in cui alloggiassero, ma una cosa è certa: quelle ragazze che rischiavano tutto solamente per vederli sorridere, ecco, io un po’ le capivo.

I tempi sono cambiati e come ogni adolescente che si rispetti anche io sono cresciuto. Conservo il ricordo della mia band preferita dei tempi (e dell’illusione che forse, forse anche io potevo essere come loro), ma non mi sono mai più riaffacciato ad altri fandom di altri gruppi musicali e soprattutto sono in grado di vedere con chiarezza tutti quei piccoli atti di ordinaria follia.
Sono stato piacevolmente sorpreso di ritrovare tutte quelle sensazioni descritte con intelligenza ed efficacia in un libro originale, potente, capace di intrattenermi tanto quanto scuotermi. I Was Born For This, l’ultimo romanzo di Alice Oseman, è entrato dritto tra le mie letture preferite dell’anno e, se possibile, tra gli Young Adult che più amo.

Angel Rahimi ama alla follia la sua band preferita, i The Ark, e farebbe di tutto per loro. La seguiamo  all’inizio del libro mentre incontra Juliet, la migliore amica che ha conosciuto grazie a internet e che non ha mai incontrato prima d’ora. Le due hanno organizzato un piano perfetto per passare del tempo assieme, incontrare la band a un meet & greet e infine andare al concerto, l’ultimo del tour europeo
E poi c’è
Jimmy Kaga-Ricci: bello, talentuoso e afflitto da terribili attacchi di panico: il frontman dei The Ark si prepara al concerto, ma anche a firmare un nuovo contratto che lo porterà a suonare di più e soprattutto a lavorare di più, sacrificando una grossa parte della sua vita.
Insomma, due perfetti protagonisti da fanfiction, no? Continua a leggere “E alla fine arriva Alice Oseman”

Anche gli alberi bruciano di Lorenza Ghinelli (Recensione)

Lo devo ammettere: mi sono avvicinato all’ultima opera di Lorenza Ghinelli con un certo di distacco iniziale. Della stessa autrice (che ho avuto il piacere di conoscere e incontrare più volte) avevo già apprezzato Il Divoratore, letto tra le spiagge riminesi tanti, tanti anni fa, mentre avevo interrotto la lettura del suo primo romanzo per ragazzi, Almeno il cane è un tipo a posto, che avevo trovato un po’ troppo rassicurante per i miei gusti.
Quando ho preso in mano Anche gli alberi bruciano non sapevo bene cosa aspettarmi; ho iniziato la lettura privo di particolari pregiudizi, ma senza troppa convinzione, sperando di trovare una storia buona, convincente, ma pronto a passarci sopra senza troppi problemi nel caso non mi fosse piaciuta.

Con mio enorme sollievo, il romanzo ha saputo convincermi e intrattenermi, tant’è che l’ho letto in un’unica mattinata (e questo non mi capita mai). Perché nonostante le possibili imperfezioni, c’è una qualità magnetica che mi ha spinto ad appassionarmi alla storia di Michele, un adolescente come tanti che un giorno sorprende il padre intento a fare sesso con una studentessa venticinquenne.
Questo è l’evento scatenante che mette in moto i personaggi: li avvicina, li allontana, li avvicina di nuovo, per giungere ad un climax in cui le dinamiche interpersonali trovano una stabilità.
Ma è anche la storia del rapporto tra Michele e il Nonno Dino, malato di Alzheimer e destinato a finire in una casa di riposo, e del rapporto tra il protagonista e Vera, l’unica persona che per qualche motivo sembra capirlo. Continua a leggere “Anche gli alberi bruciano di Lorenza Ghinelli (Recensione)”

Il cuore è dove sono gli Young Adult

Moltissimi booktuber hanno fatto un bilancio di metà anno legato alla lettura, il cosiddetto Mid-Year Freak Out; personalmente non mi va di farne uno in formato video, ma ho guardato con piacere alcuni tra i miei ‘colleghi’ parlare del loro 2017 in libri e questo mi ha portato a riflettere molto su me stesso, sulle mie letture e sul modo in cui mi avvicino alla narrativa. E ho notato una cosa particolare.

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Crescendo è normale affinare i propri gusti o addirittura cambiarli in maniera quasi rivoluzionaria; per me il momento di shift è stato il 2014, quando ho iniziato a leggere cose oltre gli Young Adult; ora leggo YA e libri “per adulti” con un buon 50/50 di proporzione. Ma mi sono accorto di un dettaglio fondamentale, ossia: dai libri per adulti io “imparo” molto di più. Continua a leggere “Il cuore è dove sono gli Young Adult”