Ti amo ancora, ma in modo diverso

 

Dopo aver ricevuto lo stipendio del mese di luglio ho deciso di farmi qualche regalo, che nella mia lingua significa “caricare dei soldi su Amazon e comprare la qualunque”.
Tra i vari acquisti (libri, libri e altri libri) ho deciso di dare corda al mio lato nostalgico e ordinare il cofanetto di una saga che ho letto (per metà) da adolescente e che ho apprezzato tantissimo tra i diciotto e i diciannove anni, ossia la saga di Beautiful Creatures, anche conosciuta come le Caster Chronicles.
 
Il lavoro di Margaret Stohl e Kami Garcia non è certo una grande opera letteraria, nemmeno considerando solamente la narrativa per ragazzi; pienamente consapevole del fatto che si tratti di una saga semplice ho voluto comunque acquistare i quattro libri perché ci tenevo ad avere un pezzo di me in casa, tra i miei scaffali, in bella vista.
Così ho cominciato a rileggere il primo, senza troppe aspettative, bisognoso di una lettura d’intrattenimento, pianificando di rileggere anche il secondo e poi concludere del tutto la lettura della serie.

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Il cuore è dove sono gli Young Adult

Moltissimi booktuber hanno fatto un bilancio di metà anno legato alla lettura, il cosiddetto Mid-Year Freak Out; personalmente non mi va di farne uno in formato video, ma ho guardato con piacere alcuni tra i miei ‘colleghi’ parlare del loro 2017 in libri e questo mi ha portato a riflettere molto su me stesso, sulle mie letture e sul modo in cui mi avvicino alla narrativa. E ho notato una cosa particolare.

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Crescendo è normale affinare i propri gusti o addirittura cambiarli in maniera quasi rivoluzionaria; per me il momento di shift è stato il 2014, quando ho iniziato a leggere cose oltre gli Young Adult; ora leggo YA e libri “per adulti” con un buon 50/50 di proporzione. Ma mi sono accorto di un dettaglio fondamentale, ossia: dai libri per adulti io “imparo” molto di più. Continua a leggere “Il cuore è dove sono gli Young Adult”

Release di Patrick Ness (Recensione)

Credo fermamente che al mondo esistano tantissimi libri belli, capaci di smuovere gli animi e stimolare le menti; ancora più fermamente, però, sono convinto che esistano molti meno libri in grado di toccarci nel profondo, romanzi che fanno da spartiacque tra un ipotetico “prima” e un “dopo”, storie che ci cambiano del tutto.
Questo perché ognuno ha i suoi; possono essere libri famosi o piccole storie semi-sconosciute che arrivano al momento giusto, né prima né dopo. Ogni amante della lettura, prima o poi, si troverà davanti a qualcuna di queste gemme e la farà irrimediabilmente sua.

È il caso della mia esperienza con Release di Patrick Ness, ultima fatica letteraria di uno degli autori che più amo.
A tirare le fila della storia ci sono Adam, un adolescente americano gay cresciuto in un ambiente conservatore e altamente religioso, e uno spirito vagante in cerca di… qualcosa.

La premessa parrà strana a molti, probabilmente incompleta. Qualcuno si chiederà dove sia la trama, quale sia la vera propria storia, ed è qui che Ness mette in atto la sua magia: il romanzo non ha una struttura identificabile, non segue un canovaccio, ma si propone di raccontare con onestà e rispetto una giornata della vita di un adolescente. E con astuzia, facendola passare inizialmente per una giornata qualunque, parla al lettore di una giornata chiave, di quelle che cambiano tutto. Continua a leggere “Release di Patrick Ness (Recensione)”

Cos’è il #BookclubDellaPolvere?

Il 19 ottobre uscirà nelle librerie italiane La Belle Sauvage, primo volume della trilogia de Il Libro della Polvere di Philip Pullman. Caso vuole che la nuova trilogia completi Queste Oscure Materie, saga che dieci anni fa (dieci!) amai alla follia, dunque mi sono mobilitato per organizzare qualcosa: sono stato in libreria, ho ricomprato la trilogia di Queste Oscure Materie e ho deciso che avrei riletto i tre libri prima dell’uscita del volume inedito.

Ma. C’è un ma. E il ma non comprende solo me, ma anche altri booktuber e lettori; ho voluto coinvolgere altre persone in un progetto nato quasi per scherzo, quando ho chiesto a Giorgia “e se organizzassimo un gruppo di lettura su YouTube?”, e ora eccomi qui; parte ufficialmente il #BookclubDellaPolvere.

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Intervista ad Aidan Chambers

foto: remweb.it

All’ultima edizione di Mare di Libri ho avuto l’opportunità di incontrare e intervistare Aidan Chambers, ossia il mio scrittore preferito di sempre; in questo post trovate la nostra chiacchierata nella sua interezza, mentre su Medium trovate una versione breve dell’intervista.
Abbiamo parlato di lettura e di scrittura e non potrei sentirmi più fortunato di così: è stata un’esperienza meravigliosa che voglio davvero condividere con tutti voi.
Buona lettura!


Hai già risposto tante volte a questa prima domanda (che credo sia la più importante di tutte) e vorrei condividessi quelle riflessioni con chi mi segue. La domanda è: perché leggere?

Perché noi da soli non siamo mai abbastanza. Non sappiamo abbastanza, non abbiamo abbastanza esperienza. E se parliamo in particolare di letteratura, è proprio grazie a essa che estendiamo (indirettamente, ovviamente) la nostra esperienza, tramite i personaggi e la scrittura. E questo ci dona visioni del mondo che normalmente non avremmo, perché la cosa grandiosa della letteratura è che si occupa della vita interiore delle persone tanto quanto della vita esteriore. I romanzi totalmente esteriori, come i romanzi d’azione, sono… beh, sono a posto, ma il vero romanzo ha a che fare con la vita interiore, dunque quando trovi un libro che si preoccupa della mente di un personaggio che normalmente non capiresti, la finzione ha il compito di rivelarti quella specifica realtà e di conseguenza tu diventi più grande.
L’accademico inglese C.S. Lewis disse che leggendo diventiamo mille persone diverse pur rimanendo noi stessi, e la trovo una bella frase perché è esattamente così.
Penso anche che, in particolare nell’adolescenza, possiamo avere molte difficoltà nel pensare a noi stessi (chi siamo? a cosa facciamo attenzione?). E quando troviamo la nostra esperienza riflessa in un romanzo, quello è il momento in cui diventiamo dei veri lettori.
Io stesso non ero un vero lettore prima di aver letto Figli ed amanti di D.H. Lawrence, un bellissimo libro inglese del ventesimo secolo; quel libro ha rivelato me stesso a me stesso. E da quel libro è nata la mia voglia di scrivere, perché il background del protagonista era simile al mio (anche se era ambientato nel 1913 e non nel 1943).
Dunque tramite la letteratura trovi te stesso, trovi altre persone, puoi raffinare i tuoi modi di pensare e soprattutto diventi più di quanto non saresti altrimenti.
Qui nasce spontanea la domanda: che ne è di quelle persone che non leggono? Sono peggiori? In un certo senso, no, non lo sono. Sono semplicemente esseri umani. Ma confrontando un lettore navigato con un lettore che ha iniziato a leggere tardi (nell’adolescenza o più avanti ancora), le prove indicano una differenza sostanziale.
Per questo ne faccio una questione di principio, e per questo sono così coinvolto nel campo dell’educazione: perché la maggior parte delle persone che non ricevono un’educazione alla lettura a casa raramente la riceve a scuola. Continua a leggere “Intervista ad Aidan Chambers”